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Sin dai tempi più antichi l'Aquila
simboleggia forza, dominio, coraggio, lealtà. L'Aquila fu data, quale
insegna alle legioni romane, da C. Mario: d'argento e poi d'oro veniva
rappresentata con la folgore tra gli artigli. Fu sempre considerata nel
medioevo come simbolo dell'impero, e negli stemmi esprime fedeltà
all'impero, erede di Roma. In questo senso la troviamo negli stemmi degli
imperatori tedeschi, nonché in quello dei Savoia fin verso la metà del
sec. XIII. Nello stesso XIII sec. si hanno i primi esempi di Aquila
bicipite (cioè a due teste), modificazione anche questa dell'Aquila
romana, con allusione, nelle due teste, al duplice impero d'Occidente e
d'Oriente, oppure, secondo altri, alla distinzione tra imperatore romano
della nazione tedesca e re dei Romani; questa forma fu distintiva, fino ai
nostri giorni, delle case imperiali d'Austria e di Russia, pretendenti
appunto l'una all'eredità del Sacro Romano Impero e l'altra a quella
dell'impero bizantino.
L'Aquila è anche un importante simbolo religioso: in
Grecia era l'uccello di Zeus e suo messaggero; nelle religioni orientali
era spesso inteso come il tramite tra la terra e il cielo, perciò come
simbolo dell'immortalità; nei libri profetici rappresenta gli angeli.
Nelle pitture cristiane ricorre come simbolo dell'evangelista Giovanni.
Per la Chiesa, in tutto il Medioevo, simboleggiò la resurrezione e
specialmente l'ascensione spirituale della mente a Dio con la sua
contemplazione. [FONTE: Grande Dizionario
Enciclopedico, UTET]
Considerata simbolo della potenza e della
regalità, fu insegna militare già presso i Persiani. Come tale si affermò
sotto il consolato di Caio Mario, quando le legioni romane adottarono,
come unico contrassegno l'Aquila d'argento con la folgore tra gli artigli.
Fu poi ripresa nel sec. XI dagli imperatori tedeschi che, ritenendosi
eredi di Roma, la riprodussero sulle loro armi. Divenne quindi simbolo di
concessione imperiale e indicò il partito antipapale nella lotta delle
investiture. Alla fine del sec. XIII l'Aquila sveva fu l'emblema nazionale
italiano in opposizione ai gigli di Carlo d'Angiò. Venne adottata come
insegna anche in Prussia, Polonia, Russia, dall'Impero napoleonico, dai
Savoia fin dal sec. XIII; ora è l'emblema degli U.S.A. (Stati Uniti
d'America).
L'Aquila è, insieme al leone, la figura più ricorrente negli scudi, specie
in Germania e in Italia, dove le famiglie la portavano per concessione
imperiale. Viene quasi sempre rappresentata di faccia, con le ali spiegate
o talora abbassate, con la testa voltata generalmente a destra. La più
antica era di colore naturale; in seguito fu anche rossa, azzurra,
argento, oro. Diversa è l'Aquila bicipite, figura chimerica a due teste,
uscenti da un corpo solo, l'una volta a destra e l'altra a sinistra.
Derivata dall'Aquila romana, se ne attribuisce la creazione a Costantino.
In origine rappresentava gli imperi d'Oriente (Aquila oro su campo rosso)
e d'Occidente (Aquila nera su campo oro); e passo dal primo alla casa
imperiale di Russia, pretendente all'eredità dell'impero bizantino, e dal
secondo agli Asburgo, come eredi del Sacro Romano Impero. Costituisce
ancor oggi lo stemma nazionale dell'Austria e della Polonia (bianco in
campo rosso). Molti ordini cavallereschi trassero il nome e le insegne
dall'Aquila. Tra i più importanti ricordiamo l'ordine polacco dell'Aquila
Bianca, creato nel 1325 dal re Ladislao IV, scomparso e ristabilito dal
1921 al 1939 come primo ordine nazionale polacco; quello dell'Aquila Nera,
primo ordine reale prussiano, fondato da Federico I nel 1701, divenuto poi
ordine supremo dell'Impero Tedesco, l'ordine prussiano dell'Aquila Rossa,
istituito nel 1705 dal principe ereditario Giorgio Guglielmo di Bayreuth
come ordine della Sincerità e divenuto nel 1790 col nuovo nome secondo
ordine reale prussiano.
Nella mitologia e nel simbolismo religioso di vari popoli, l'Aquila è
spesso associata al cielo diurno, luminoso, e al Sole; talvolta invece al
fulmine (Grecia, India); in qualche caso, è sottoforma di Aquila che viene
concepito l'essere creatore (tribù indiane dell'America Settentrionale).
Fu l'animale sacro di molte divinità, per esempio di Zeus. Nei monumenti
funerari dell'Oriente siriaco, l'Aquila era l'effige dell'anima, in forza
della credenza astrologica (diffusa in epoca ellenistica) che l'anima,
essendo un'emanazione della sostanza solare, dopo la morte ritornasse al
Sole trasportata sulle ali di un'Aquila, ritenuta l'uccello solare per
antonomasia. Nella tradizione cristiana, l'Aquila è simbolo
dell'evangelista Giovanni (il simbolismo è fondato sul capitolo I di
Ezechiele e sul capitolo IV dell'apocalisse).
[FONTE: Grande Enciclopedia De Agostini, Istituto
Geografico De Agostini] |